MITIGAZIONI E COMPENSAZIONI –
IL SILENZIO E' CENSURA ? ...
... LA CENSURA E' CONDIVISIONE ("COMPLICITA') ? ...
Benvenuti alle "menti illuminate" che finalmente si accorgono
dell'idiozia di propagandare la mera difesa della Costituzione (lasciare il
mondo com'è, in pratica) e, euforici per lo stupore
della scoperta, urlano al vento: la
COSTITUZIONE ANTIFASCISTA NON VA DIFESA, DEVE ESSERE APPLICATA ...
Per decenni sono stato
"rimproverato", anche da persone in perfetta buona fede, per i continui
richiami alla Costituzione antifascista del '48 ("sono fuori tempo,
inappropriati, determinano il tuo isolamento volontario" ...) ...
Per decenni HO APPLICATO LA COSTITUZIONE E LE LEGGI CONTRO IL LAVORO ASSASSINO, IL LAVORO FUORILEGGE CHE UMILIA MUTILA FERISCE ED UCCIDE
...
Applicavo la Costituzione
e le leggi a tutela dei diritti del lavoratori e dell'ambiente mentre gli ipocriti
la deridevano e la devastavano (come quelli che, inconsapevoli delle
intercettazioni, si fregavano le mani nella notte alla notizia del terremoto e
dei succulenti appalti su cui si sarebbero fiondati ...) ...
Dov'era la libera stampa, dove erano le "acute intelligenze", le
"avanguardie che danno la luce", quelli che vogliano mandare
"tutti a casa", i custodi della legge ... mentre il Direttore Generale
mi "scippava" illegalmente il lavoro, Assessori e Governatori
applaudivano e magistrati indifferenti all'obbligo dettato dalla Costituzione (obbligatorietà
dell'azione penale ...) si
disinteressavano dei reati di datori di lavoro e dirigenti pubblici e privati e
si accanivano senza fondamento giuridico contro di me?
Come mai il silenzio soffoca chi non ha atteso il risveglio dei sapienti per
applicare la Costituzione antifascista del '48?
Si può lottare per l'applicazione della Costituzione e godere dei
privilegi che i devastatori (la classe dirigente del bel paese)
dispensano a quelli che esaltano solo a parole "la più bella del
mondo", a quanti sono "sul mercato"?
O la Costituzione o il Privilegio ... o la Costituzione o le disuguaglianze
... o i diritti o i mercati ... ?
Applicare la Costituzione si può ... in verità si deve ...
aldo mancuso
Poetica somma
- i morti sul lavoro sono inaccettabili ...
- i morti sul lavoro sono una piaga sociale ...
non si deve abbassare la guardia ...
... PER LA
PRECISIONE ...
- Il Direttore Generale NON è "una figura fondamentale della
"GESTIONE POLITICA" ... E' Titolare
della Gestione del Servizio che "la
Politica" gli affida ...
- il Governatore non concorda gli atti di gestione (compresi i
trasferimenti del personale ...) col Direttore
Generale: il Presidente di Regione (Politico) ha Diritto di Nomina e Dovere di Controllo del Direttore
Generale (il Governatore Nomina e vara i meccanismi di controllo: se il Direttore
Generale viola la legge (compresa la legislazione che tutela i Diritti dei
dipendenti pubblici ...) il
Governatore ha l'obbligo di intervenire ...
- i dipendenti pubblici (vincitori di concorso) hanno diritto a ruolo,
mansioni, compiti, funzioni ... stabiliti nella legge e nei contratti. La
competenza del Funzionario pubblico è nella Legge: il Direttore Generale
non stabilisce autonomamente la sfera di competenza dei dipendenti (la mera
accusa di "occupare un ruolo politico" per trasferire un
dipendente non ha base giuridica ... è politica ...) ...
- Se un Direttore Generale trasferisce un Funzionario abusando delle sue
funzioni è obbligo del Governatore intervenire (rimozione eventuale
... segnalazione all'autorità giudiziaria delle violazioni accertate ...)
... Viola la Legge penale il Presidente Governatore che omette di intervenire
...
La tutela dei Diritti dei Dipendenti Pubblici (ruolo, mansioni,
qualifica, compiti, funzioni ...; dequalificazione, demansionamento, negazione
di competenze, emarginazione, isolamento, vessazioni, tasferimenti ingiustificati, azione
disciplinare immotivata ...) è della Magistratura Penale ...
Salute, aldo mancuso
MITIGAZIONI E COMPENSAZIONI
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LE IMPOSSIBILI GIUSTIFICAZIONI DEL PRESIDENTE ROSSI: mi pare che tra scandali nella Sanità e scandali SULLA TAV, forse è giunto il momento di trarne le conseguenze. Sta a tutti quelli che non ci stanno a perpetuare questa agonia lavorare a costruire dal basso un’alternativa:UN’ALTRA TOSCANA è POSSIBILE E NECESSARIA.

CITTADINI AREA FIORENTINA
COMITATI DEI
CITTADINI - FIRENZE
MITIGAZIONI E COMPENSAZIONI
Il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e l'arch. Fabio Zita
Ci sorprende quanto abbiamo letto su “Repubblica” del 26 settembre circa le dichiarazioni del Presidente della Regione Enrico Rossi in merito al trasferimento dell’arch. Fabio Zita, nell’ambito dell’inchiesta TAV di Firenze.
Riassumiamo i fatti: il Presidente, nel dichiarare che non è stato lui a chiedere al Direttore generale Antonio Barretta di trasferire Zita, dice che questo è un atto di esclusiva competenza dello stesso Direttore. Ma sappiamo che un Direttore generale è una figura fondamentale nella gestione politica del’amministrazione regionale e in stretta relazione con il “Governatore”, pertanto gli atti del Direttore generale non potevano non essere concordati col Governatore.
Ciò che vogliamo qui evidenziare sono i motivi addotti da Rossi per giustificare il trasferimento:
“In più di un’occasione Barretta è stato costretto a contestare a Zita di non aver limitato le proposte di prescrizioni alla valutazione di impatto ambientale alle opere di mitigazione ma di aver indicato anche le cosiddette opere compensative, cioè di essersi spinto al di là della propria competenza tecnica addentrandosi in un ruolo squisitamente politico”.
Ora ci risulta che l’arch. Zita non sia un dipendente qualsiasi, addetto a mere mansioni esecutive, ma sia invece un dirigente della Regione Toscana e, come tale, dotato di un potere decisionale autonomo ed esteso. Ci risulta soprattutto che la richiesta di realizzare opere compensative per un intervento impattante come quello per la TAV, sia un imprescindibile dovere tecnico (non politico) del Responsabile preposto, in questo caso l’arch. Zita.
Come per la realizzazione di un comparto edificatorio è obbligatoria la previsione delle opere di urbanizzazione (opere a rete, verde, attrezzature, ecc.) dalla emanazione del decreto 1444 del 1968 in poi, al fine di rendere vivibile in quanto “urbanizzato” il territorio su cui si effettua il nuovo intervento, è evidente che quando si parla delle cosiddette grandi opere (quali sono gli interventi TAV) non si possa non prevedere anche la realizzazione di opere compensative (oltre a quelle di mitigazione per ridurre l’impatto immediato) destinate appunto a “compensare” il territorio rispetto alle forti alterazioni subite rendendolo vivibile e praticabile, mediante un insieme di opere da considerare in un contesto più ampio.
Le motivazioni addotte da Rossi/Barretta in relazione al trasferimento di Zita appaiono pertanto del tutto incongruedal momento che nulla ci appare più “tecnico” che stabilire quali debbano essere tali opere compensative.
Oppure Rossi ci vuole far credere che l’Assessore all’ambiente o lui stesso avrebbero dovuto decidere quali opere compensative far realizzare alle società impegnate nella realizzazione della TAV?
Ma il richiamo ai poteri politici non segnala forse il vero scopo dell’operazione, quello di non fare realizzare alcuna opera compensativa, con forte danno per l’interesse pubblico?
Il vero problema che questa vergognosa vicenda evidenzia non è solo e tanto giudiziario (su questo aspetto ci auguriamo che la Magistratura faccia chiarezza e completi il lavoro iniziato in tempi rapidi), quanto politico.
LA VICENDA DELLA CRICCA “LORENZETTI” NEL PROCEDIMENTO GIUDIZIARIO TAV SOTTOATTRAVERSAMENTO FIORENTINO, DI CUI FA PARTE LA RIMOZIONE DEL DIRIGENTE ZITA, EVIDENZIA IN MODO DRAMMATICO L’OCCUPAZIONE DA PARTE DEI PARTITI DEGLI SPAZI TECNICO-AMMINISTRATIVI E LA COMMISTIONE FRA INTERESSI DI PARTITO - O DI AREA TRIBALE PARTITICA - E INTERESSI PUBBLICI. DI QUESTO ROSSI DOVREBBE PARLARE.
GOVERNARE IN BUONA FEDE
In due occasioni stampa e tv hanno acceso i riflettori sull’intervento della Magistratura sulla Sanità Toscana coinvolgendo (come persona informata dei fatti) Enrico Rossi. In entrambe le occasioni il governatore ha pubblicamente precisato di ritenere di non avere responsabilità nelle vicende richiamate, che eventuali responsabilità fanno capo direttamente ad altri soggetti (Revisori dei Conti e altri Controllori nella vicenda “buco all’ASL di Massa”, Notizie 23 maggio 2012 - Notizie 24 maggio 2012; decisione autonoma della Direzione Generale Regionale nel trasferimento del funzionario Fabio Zita nell’inchiesta relativa alla stazione dell’alta velocità di Firenze, giornali e TV).
Clamore della stampa (e interesse della magistratura) sono essenti nel “caso Mancuso”.
Aldo Mancuso è stato trasferito dal Servizio di Igiene Pubblica e del Territorio al Servizio PISSL dopo due inchieste relativi a smaltimento illecito di acque di scarico e di rifiuti industriali entrambi conclusi (i processi) con sentenza definitiva (condanna dei responsabili con obbligo di bonifica dei siti inquinati, Lettera al datore di lavoro ing. dr. Luigi Marroni ).
Nel Servizio PISSL ha realizzato l’intervento di controllo nell’Edilizia Tradizionale e nelle Grandi Opere con professionalità, lealtà ed efficacia unanimemente riconosciute (lettera al datore di lavoro ing. dr. Luigi Marroni - lettera a Martini CGIL, lettera a Martini CISL, lettera a Martini medico UPG).
Malgrado ciò (e pur essendo l’operatore del Dipartimento di Prevenzione di Firenze con più esperienza e conoscenza nel controllo delle Gallerie Ferroviarie)
- è stato emarginato nei controlli delle gallerie TAV;
- La Regione Toscana ha dettato (imposto) all’Organo di Vigilanza e Controllo condizioni per l’esecuzione dei sopralluoghi in Edilizia “alternativi” alle modalità usate dal Mancuso.
A seguito dell’intervento legislativo imposto dall’U.E. al legislatore nazionale (obbligo di modificare l’articolo 4/626 rendendo obbligatoria la prevenzione e valutazione dei rischi da Organizzazione del Lavoro), dopo aver disposto l’aggiornamento obbigatorio del Mancuso sui “rischi psico-sociali organizzativi” (lettera al datore di lavoro ing. dr. Luigi Marroni) e dopo aver avviato puntuali controlli sul rischio lavorativo organizzativo del “nuovo” articolo 4/626, Mancuso è stato privato del lavoro e messo a guardare i muri per 6 ore al giorno (lettera al datore di lavoro ing. dr. Luigi Marroni).
Il Procuratore Aggiunto ha preteso (e ottenuto) addirittura il suo allontanamento dall’incontro operatori-pubblico ministero (Editto Bulgaro in Toscana?)
A nulla è valso chiedere ai diversi responsabili amministrativi e politici l’eliminazione degli illeciti rilevati (il Direttore il Governatore l’Assessore il Controllore, Rinnovo richieste 2010, TOSI 2009, Programma 2009).
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AI SOSTITUTI PROCURATORI GIULIO MONFERINI E GIANNI TEI
Dichiaro l’ampia disponibilità a fornire testimonianza sui fatti di cui sono a conoscenza.
Aldo Mancuso
Firenze 21 settembre 2013
LUIGI MARRONI
DIRETTORE GENERALE
AZIENDA SANITARIA FIRENZE
DANIELA SCARAMUCCIA
ASSESSORE DIRITTO ALLA SALUTE
ENRICO ROSSI
GOVERNATORE REGIONE TOSCANA
GIUSEPPE PETRIOLI
RESPONSABILE DIPARTIMENTO PREVENZIONE
GABRIELLA ZANIERI
RESPONSABILE U.O. TT.PP.
Ormai prossima la scadenza del 16 settembre
chiedo
- di essere riassegnato all’Unità Funzionale PISLL;
- la restituzione dei compiti del ruolo professionale (Tecnico della Prevenzione nei luoghi di lavoro);
- la restituzione della tessera di riconoscimento (qualifica di Ufficiale di Polizia Giudiziaria);
- che l‘organizzazione del lavoro del PISSL non neghi né violi diritti ruolo professionalità autonomia e indipendenza degli operatori che lo compongono, nel rispetto degli obblighi e dei doveri costituzionali normativi e contrattuali dei dipendenti pubblici.
Sottolineo
- carattere e carico vessatorio dell’esclusione dai compiti specifici del ruolo professionale;
- la ferocia della richiesta/pretesa, dopo la privazione degli impegni lavorativi propri del ruolo professionale, di “pareggiare il debito orario”;
- la lesione all’efficacia/buon andamento del Servizio pubblico che si realizza con la rinuncia ad una unità di personale nell’attività di prevenzione vigilanza e controllo dei rischi lavorativi (in particolare dei nuovi rischi organizzativi relazionali psico sociali, rischi emergenti “sinergici” con i rischi tradizionali tragicamente persistenti), anche considerando - in modo assoluto e/o comparativo - il contributo personale all’attività di prevenzione vigilanza e controllo espletata in 25 anni di servizio;
- che il provvedimento amministrativo di ritiro della tessera di riconoscimento (segnato successivamente dall’infedele motivazione portata all’attenzione del Prefetto dal presidente Claudio Martini ai fini della revoca della qualifica: “Aldo Mancuso ha cessato il Servizio”) è privo di legittimità non essendo nella disponibilità del presidente della Regione la revoca della qualifica di UPG: i luoghi di lavoro (strutture) regionali sono soggetti alla vigilanza ed al controllo degli operatori PISLL; la normativa vigente prevede il conferimento della qualifica di UPG all’interno dell’iter concorsuale di assunzione in ruolo (Personale di Vigilanza e Ispezione) sia per garantire l’autonomia e l’indipendenza dell’operatore pubblico che per evitare punti di intersezione tra i ruoli di controllore e controllato con conseguente frantumazione del principio della divisione dei poteri e dell’effettività della sua applicazione.
Cordiali saluti, Aldo Mancuso
Firenze 2 settembre 2010
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NOTIZIE 23 maggio 2012
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SANITA’: DIMISSIONI PROMOZIONI ARRESTI
Le dimissioni dell’assessore Scaramuccia, la sostituzione col direttore generale dell’Azienda Sanitaria di Firenze, gli arresti (“buco” all’ASL di Massa) danno attualità al passo della relazione di Caterina Palazzo al Convegno MOBBING & MODERNITA’:
IL DISCUSSO BILANCIO DI UN’ASL TOSCANA
E’ stato scoperto un debito cresciuto negli anni senza che nessuno si accorgesse delle irregolarità che lo alimentavano. Emerso l’ammanco, avviata la ricerca delle responsabilità, la Regione Toscana indica nei Revisori dei Conti e nelle Agenzie di Certificazione i soggetti cui imputare il fattaccio: ESEMPIO DI COME LA POLITICA USA LE LEGGI CAPOVOLGENDOLE? Dov’è finita la distinzione tra Indirizzo/Controllo e Gestione? La politica nomina i gestori e li controlla, l’amministratore risponde della gestione. Nominati i direttori generali la funzione politica si esercita sul versante del controllo: chi nomina i direttori generali non ha responsabilità per omissione di controllo solo se il gestore si sottrae alle verifiche con inarrivabile genio criminale. Delle due l’una: o il gestore ASL, mago della finanza e della contabilità malavitosa, ha utilizzato meccanismi incomprensibili agli umani o siamo di fronte alla violazione degli obblighi di controllo del potere politico. Volete la bicicletta, il potere di nomina dei Direttori Generali dei Servizi Pubblici Aziendalizzati? e allora pedalate, ergo: controllate!
Chiedo: rovesciare la responsabilità (Revisori dei Conti e Società di Certificazione) è “uso improprio del potere di delega”? E’ tentato scaricabarile? Chiedo ancora: La guerra per la nomina dei primari che infiamma la Sanità Nazionale chiarisce perché si è voluto (e si vuole fortemente …) Aziendalizzare Liberalizzare i Servizi pubblici? L’obiettivo è togliere le mani dei politici dalla “roba” o sviluppare le ricche filiere dell’illecito?
Un inciso tanto per non parlar male solo degli altri. Anche l’Università pubblica ha preso l’abitudine di sorvolare sulle antiche aristoteliche contraddizioni: da un lato predica la collaborazione imprescindibile con l’impresa (pena la fine del mondo o giù di lì…) dall’altro pretende di essere culla della Libertà di Ricerca …
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NOTIZIE 24 maggio 2012
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SANITA’, DIMISSIONI PROMOZIONI ARRESTI (2)
C’ERA UNA VOLTA TANGENTOPOLI … e contro la Corruzione impetuosa e dilagante il Legislatore Repubblicano insorgendo decretò: mai più i Politici con le mani sulla roba. Politica e Amministrazione d’ora in poi saranno Divisi, la Politica Indirizzerà e Controllerà. Direttori Generali autonomi ed indipendenti risponderanno della Gestione della Cosa pubblica. Da qui in avanti chi sbaglia paga: se mancheranno i controlli pagherà il Politico (responsabile dell’omissione); se le Amministrazioni si macchieranno di abusi, scorrettezze, sprechi, ruberie, pagherà il Gestore del Servizio Pubblico. Il popolo mormorò: caspita che bella Legge, sembra quasi che la Costituzione Antifascista sia risorta. Chissà che fine farà …
Il Presidente Governatore sostituisce con scelta fulminea la dimissionaria Scaramuccia (Tecnica, provenienza Aziendalismo Privato) con il pluricelebrato gestore dell’ASL Fiorentina (Tecnico, provenienza Aziendalismo Privato). Grazie al decisionismo del Governatore il Direttore Generale responsabile della fetta di spesa sanitaria più importante della Toscana diventa titolare dell’intera spesa sanitaria della Regione (i due terzi del bilancio regionale), passa da Tecnico a Politico, da Controllato a Controllore (nominerà e controllerà, fra l’altro, il suo successore sulla bella poltrona di Direttore-Generale dell’Azienda Sanitaria di Firenze).
Il Presidente dall’immaginazione imbalsamata forse non si è accorto che la Truffa del Potere ai Tecnici è omai “nuda e svergognata”. Non si è accorto che, grazie all’ orripilante Maggioranza del Governo Tecnico, le persone comuni (in prima fila pensionati, lavoratori dipendenti pubblici e privati, precari, disoccupati, chi non ha niente per vivere), hanno ormai chiaro che il gioco di nascondere i Politici dietro ai Tecnici serve solo a mascherare i vizi imperituri della Classe Dirigente, quelli che vogliono lasciare il mondo com’è, con i ricchi ed i potenti che si abbuffano di privilegi in barba alla Giustizia, all’Eguaglianza ai Diritti della Costituzione antifascista…
Al processo Mancuso l’accusa e la parte civile (l’Azienda Sanitaria dell’ex direttore generale neo assessore) hanno stigmatizzato sia le richieste del dipendente al direttore generale (… La invito a restituire il maltolto: il lavoro che i suoi dirigenti mi scippano … Curriculum con la richiesta di nomina a Responsabile del Dipartimento di Prevenzione …), sia quelle all’Assessore Regionale (Rossi, Scaramuccia: il Direttore Generale abusa del ruolo togliendomi il lavoro: cosa aspetta l’Assessore al Diritto alla Salute ad esercitare il controllo sulla Gestione del Servizio Pubblico?).
Mancuso chiede al Gestore del Servizio pubblico di applicare la legge (“è vietato negare il lavoro al dipendente; è vietato togliere le funzioni di controllo al legittimo controllore”). Il gestore del Servizio pubblico fa orecchio da mercante e Mancuso chiede all’Assesssore al Diritto alla Salute di applicare la legge (“il Politico è obbligato a controllare la legalità della gestione del Servizio pubblico regionale”). Vista l’ indifferenza del Politico, Mancuso chiede alla magistratura fiorentina di verificare se la Legge che Tutela Diritti Salute e Sicurezza di tutti i lavoratori dipendenti è applicata nell’ASL fiorentina e nella Regione (che per bocca del suo numero 1 passa le giornate a vantare fantastici primati regionali …) e qual è la conclusione? Mancuso nella polvere (il processo, in galera …), Tecnici e Politici sugli altari.
Il Viandante, “Scusi è questo il migliore dei mondi possibili?”. La Voce del Mondo, “Sì, qui nessuno deve fiatare, è vietato dubitare del potere!”.
Il re è nudo, è vestito o è continuamente indaffarato a cambiarsi l’abito?